Titos Patrikios, VI, da Fine dell’estate

Pubblicato 03/02/2014 di francescoferrante
Categorie: Citazioni, Poesia

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Io non sono quello che vedi, quello che conosci
non sono solo quello che dovresti imparare.
Devo a qualcuno ogni brandello della mia carne,
se ti tocco con la punta del dito
ti toccano milioni di persone,
se ti parla una mia parola
ti parlano milioni di persone –
riconoscerai gli altri corpi che danno forma al mio?
ritroverai le mie orme tra miriadi di altre impronte?
distinguerai i miei gesti nella marea della folla?
Io sono anche quello che fui e che più non sono –
le mie cellule morte, le mie azioni
morte, i pensieri morti
di notte tornano a dissetarsi nel mio sangue.
Io sono quello che non sono ancora –
dentro di me martella l’impalcatura del futuro.
Sono quello che devo diventare –
Intorno a me gli amici esigono, i nemici vietano.
Non cercarmi altrove
cercami soltanto qui
soltanto in me.

Estiva (di Vincenzo Cardarelli)

Pubblicato 12/06/2013 di francescoferrante
Categorie: Citazioni, Poesia

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Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore
ci si risveglia come in un acquario
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema, che cadi
prostrata in riposi enormi,
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell’ordine che procede
qualche cadenza dell’indugio eterno.

Ora che sei venuta (di Camillo Sbarbaro)

Pubblicato 24/05/2013 di francescoferrante
Categorie: Citazioni, Poesia

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Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita
quasi folata in una stanza chiusa -
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.

Il pigolìo così che assorda il bosco
al nascere dell’alba, ammutolisce,
quando sull’orizzonte balza il sole.

Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo
nella notte d’estate mi facevo
alla finestra come soffocato:
che non sapevo, m’affannava il cuore.
E tutte tue son le parole
che, come l ‘acqua all’orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l’ore deserte, quando s’avanzavan
puerilmente le mie labbra d’uomo
da sè, per desiderio di baciare…

Oltre il tempo (dentro me)

Pubblicato 02/11/2012 di francescoferrante
Categorie: Poesia

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È vuoto e pieno l’ultimo istante
del cuore che scandisce ora il tempo
usando un solo battito esteso
quanto il ricordo che è di te
quanto il tempo che più non c’è
se non in un’essenza impropria
per la pelle al sole esposta.

Lì dove vita è ancor di te
lì che puoi parlare senza voce
cammina e poi sorridi
abbraccia e il vino ancora offri
rosso di sangue in festa
per la libertà dalla materia
le cui catene non hai più addosso.

Diventa ora vento oppure fuoco
confonditi nel sole di un sorriso
o nel vento per accarezzarmi adesso.
Vivi in una forma senza forma
senza peso e senza sensi
per creare l’empatia
oltre il tempo (dentro me).

 

Francesco Ferrante

16.10.2010

 

(tutti i diritti riservati, 2010)

Medicami

Pubblicato 20/10/2012 di francescoferrante
Categorie: Poesia

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Seducono le note i sensi
scindendo pensieri e corpo.
Ondeggiano in cerchio bolle,
catturan luce dal suon che danza.
Gravita intorno al corpo fermo
l’aurora boreale di me, incanto.

Poco lontan da me salti a ritmo
con mani ad afferrar le lucciole,
corteggi i sapori di quella melodia.
E dilato l’istante sul prossimo,
trattengo il respiro e i sensi,
e cerco i tuoi occhi, come l’acqua il tuffatore.

 

Francesco Ferrante

 

(tutti i diritti riservati, 2010)

La mia veste

Pubblicato 20/10/2012 di francescoferrante
Categorie: Poesia

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Mia veste è il tuo sorriso
leggero come piume,
delicato come seta.
Traspiran via paure
sudate tra le maglie lanose
delle mie insicurezze.
Cingi di luce ed estasi
questa pelle avvezza all’ombra,
si abbronzan di te i miei attimi.
Mi crei e poi distruggi,
tramonti ma sei eclissi,
mi innalzi e in me risplendi.
Sei i riflessi di aneliti ancora vergini.

 

Francesco Ferrante

 

(tutti i diritti riservati, 2009)

Baciano violente l’asfalto

Pubblicato 20/10/2012 di francescoferrante
Categorie: Poesia

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Il tempo corre ad occhi chiusi
inciampando cronicamente
nei miei vuoti tumefatti.
Ad ogni brutale tonfo
riprendono vita i ricordi
lievi di vite passate.

O è la resurrezione
dei desideri infranti
a fare eco alle mie ginocchia
che baciano violente l’asfalto
sfracellando le labbra.

 

Francesco Ferrante

 

(tutti i diritti riservati, 2010)


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